24 luglio 2010: rievocata la “Festa della Marchiatura” al Villaggio Selene Mare (Paestum Capaccio): è stata una vera festa. (Fotocronaca dell’avvenimento con immagini anche del “dietro le quinte”)

Festa della marchiatura doveva essere, e festa della marchiatura è stata: gli elementi fondamentali c’erano tutti. Il cavallo persano, innanzitutto. Poi i butteri, quelli  che lo sono stati di professione, come Cosimo D’Orazio, e quelli che lo sono nell’anima come Antonio Magrini e Antonino Gallotta (quest’ultimo strappato alle redini, come ricorda lui stesso, da una iniqua legge dello Stato che lo costrinse a sedere sul banco di scuola e non sulla sella). C’erano poi i persanesi soci di “Persano nel Cuore” e  i persanesi di adozione che si apprestano, si spera,  a diventarlo. Altro elemento caratterizzante la festa della Marchiatura era quello gastronomico, come documentano alcune foto dell’epoca. Neanche questo è mancato, grazie alla disponiblità a alla cortesia della Direzione del Villaggio Selene Mare che, oltre ad aver messo a disposizione la sua struttura che si è rivelata adattissima alla manifestazione, ha offerto a tutti i presenti una “braciata” (carne e salsicce alla brace) buonissima. Rispetto alla festa originale, in cui pure per qualche anno e in misura molto minore è stato presente,  questa rievocazione ha avuto in più l’elemento musicale grazie a  un gruppo di ragazzi che per la seconda volta hanno messo gratuitamente a disposizione della nostra associazione il loro talento artistico. Tutto bene dunque? Sì, anche se forse gli ottimisti si aspettavano una maggiore affluenza di pubblico e le condizioni in cui si è svolta la manifestazione hanno reso problematica la documentazione fotografica: scarsa luce e, soprattutto, il pulviscolo sollevato dalle evoluzioni dei cavalli ha reso inutilizzabile l’uso del flash. Pubblichiamo comunque la fotocronaca dell’evento, a beneficio di tutti, ma soprattutto dei persanesi residenti lontano che non hanno potuto assistere. Ci scusiamo per la qualità delle immagini e invitiamo tutti coloro che ne fossero in possesso a inviarci la loro documentazione fotografica che pubblicheremo volentieri.


Le immagini che seguono si riferiscono alle prove della marchiatura effettuate una settimana prima. Si è ritenuto utile, infatti, testare la reazione dei cavalli in ambienti e situazioni nuove, soprattutto quella di Reuro che è sempre apparso il più irrequieto. Le foto dimostrano anche perché i cavalli che vengono etichettati come “bianchi” sono in realtà grigi: man mano che il mantello si bagna di sudore, rivela il suo vero colore che è, appunto, grigio.



Author: Fausto Bolinesi

Share This Post On